Thinking

"IL SORDO"

Lodi,16 Aprile 2017


Come vorrei creare
un inno dell'amore...
Perché dentro me
sento cantare l'universo,
che da lontani spazi
un canto invia di libertà...!
Io vorrei che....
pensando a me qualcun...
un dì lontan,
sentendo la mia musica
Colui quel dì, provasse
un' emozion, io vorrei che,
sognasse un po' d'amor.
Io vorrei che...
colui quel dì capisse che
la vera sordità è nel mondo...
Al mondo vorrei dare
un inno dell'amore, perché
sì sordo non è
chi arte crea
Sì... l'arte è Amor!

"UN ITALIANO LONTANO"

Domenica. New York

Albergo. La T.V.

R.A.I. USA canale 31

  

La partita.

Novantesimo minuto

“La Bella Italia”

L’Antoniano

 

Come mi sento italiano!

 

“La Bella Italia”

Immagini padane

Immagini di casa

Immagini di un mondo, da qui,

infinitamente lontano.

 

Festeggiano l’Argia

Cento anni.

Dice che amava ballare.

S’ode una “fisa”, è mazurca.

Ballano coppie sull’aia.

Lei ricorda…

E io mi sento italiano!

 

Vedo offuscarsi l’immagine.

Mi spunta una lacrima.

Troppo bello e bugiardo è il filmato.

Piango e penso all’Italia, oggi.

Quel tempo ci è sfuggito di mano.

 

Dalla finestra lo sguardo incontra New York!...

Penso….

Perché abbiamo buttato quel nostro

Antico, semplice,

vero mondo Italiano.

 

L., New York 1985

UN PENSIERO "RUBATO"

 

Le appariscenze

non sono cose

che il mio cuor desia

 

Hospice Piccole Figlie, l'omaggio di Leo Nucci al Regio

Un'occasione speciale con un ospite d’eccezione. Serata particolare per il grande baritono Leo Nucci che si è esibito al teatro Regio in occasione del decennale dell’Hospice Piccole Figlie. L'artista è salito sul palcoscenico insieme ai musicisti della Italian Chamber Ensemble. Sono stati Mimma Petrolini, Antonio Maselli, suor Erika Bucher, Enrica Valla, Massimo Damini e Mauro Biondini a dare il saluto di benvenuto al numeroso pubblico presente. L'incasso è stato interamente devoluto all'Hospice.
(Foto Marco Vasini)

DA MEO PATACCA A LA SCALA

Facendo ordine tra le mie carte, mi son trovato tra le mani questa poesia, che fu scritta a fine anni '70 dal presidente di allora della Società Trilussa e pubblicata su Il Tempo di Roma.